Anisometropia

12 Giu 22

Anisometropia

Viene definita anisometropia la situazione in cui il difetto visivo è presente con diversa gradazione nei due occhi.
L’esempio che ricorre con maggior frequenza è la miopia, ma anche l’astigmatismo e l’ipermetropia si presentano spesso in maniera simmetrica; inoltre non mancano i casi di antimetropia (un occhio miope e uno ipermetrope) ed i casi in cui un occhio normale si affianca ad uno con un difetto della vista.
Quando la differenza è significativa (al di spora delle 2-3 diottrie) il diverso potere diottrico delle lenti su occhiale mette in crisi i meccanismi della visione binoculare, incaricati di fondere a livello celebrale le immagini provenienti dai due occhi.
A causa di queste imperfezioni dell’occhio, il soggetto accusa sintomi di “affaticamento” (dolenzia-peso oculare sino alla cefalea, difficoltà ,alla fissazione prolungata, soprattutto di oggetti in movimento, vertigini, visione doppia) del tutto simili a quelli provati dai soggetti ipermetropi e astigmatici.
Quando la differenza supera i limiti di compatibilità del nostro cervello, il soggetto vi ovvia escludendo le informazioni provenienti dall’occhio più ametrope, chiudendolo, oppure eliminando l’immagine meno valida, attraverso un meccanismo di “soppressione”, stratagemma che però comporta l’impoverimento funzionale dell’occhio escluso, che rimane “pigro”.
In questi casi, ove sia intollerabile o non praticabile la compensazione del difetto mediante lenti a contatto, la chirurgia refrattiva con il laser ad eccimeri si impone come indicazione elettiva, per evitare la cosiddetta ambliopia “da non uso” dell’occhio più penalizzato e la possibilità che questo, oltre che pigro, diventi strabico.

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