Angio OCT diagnostica malattie della retina

L’Angiografia OCT - Nuova tecnica di imaging senza contrasto

Angio OCT - Nuova tecnica di imaging senza contrasto La Tomografia a coerenza ottica-angiografia (OCTA) è una nuova tecnica non invasiva che utilizza il movimento di imaging ad alta risoluzione volumetrica per generare immagini angiografiche valutando in pochi secondi il flusso del sangue. L’OCTA confronta il segnale di decorrelazione tra Bscan sequenziali effettuati esattamente nella stessa sezione per costruire una mappa di flusso sanguigno. Il software elimina in maniera automatica eventuali rumori di fondo ed artefatti dando una immagine perfettamente rilevabile. L’OCTA rappresenta un nuovo modo di visualizzare la circolazione retinica utilizzando il moto intrinseco delle cellule del sangue in modo non invasivo. Gli OCTA permettono scansioni sia bi che tridimensionali, con una rappresentazione finale che dipende dai pixel o dai voxel (quest’ultima dà immagini tridimensionali). Tutto questo è possibile grazie all’aumento della velocità di acquisizione fino a 100.000 scan al secondo. Inoltre è possibile dividere l’immagine della retina in sezioni orizzontali di piccola entità ed entrare nei dettagli della struttura con immagini ad altissima definizione. Nello specifico gli angiogrammi OCT partendo dagli strati retinici superficiali, fino all’epitelio pigmentato ed anche oltre, identificano il plesso vascolare superficiale e quello profondo dandoci una visione completa della vascolarizzazione retino-coroideale. La risoluzione degli attuali OCTA giunge sino ad aree di 8x8, valutando anche l’area attorno il nervo ottico anche se al momento non è in grado di esaminare la periferia della retina. Per tali motivi tale metodica di imaging ha una sua indicazione soprattutto nelle lesioni maculari in particolare nelle neovascolarizzazioni in corso di degenerazione maculare senile o miopica. Infatti è possibile visualizzare i neovasi anomali, valutandone l’estensione e l’esatta localizzazione. Una volta individuata la lesione è possibile valutarne l’andamento dopo iniezione intravitreale di farmaci. Dai primi studi vediamo come talora la riapertura della lesione neovascolare preceda addirittura i danni all’OCT o il calo visivo avvertito dal paziente. Come risvolto pratico ciò può permettere un trattamento più precoce e pertanto più efficace nel rallentare o migliorare la funzione visiva. In conclusione l’OCT-angiografia è un efficiente nuovo metodo di visualizzazione dei vasi retinocoroideali senza mezzo di contrasto. Nel follow-up terapeutico l’Angio-OCT permette talora di rilevare la riapertura della lesione neovascolare prima che l’OCT evidenzi la ripresa di attività. Ciò permette un ritrattamento precoce e più efficace. I primi risultati sono molto interessanti e aprono una nuova era nella multimodalità delle indagini retinocoroideali.