Uveite: Cos'è, Cause, Sintomi, Diagnosi e Terapie

02 Set 26

Infiammazione intraoculare: rischi, diagnosi differenziale e le terapie più avanzate per curare l'uveite.

Il termine uveite indica letteralmente l’infiammazione dell’uvea, lo strato vascolare intermedio del bulbo oculare costituito da iride (la parte colorata dell’occhio), corpo ciliare e coroide.

Tuttavia, "uveite" viene comunemente utilizzato come termine ombrello per indicare una generica infiammazione intraoculare, che può coinvolgere anche strutture oculari adiacenti:

  • Sclera (sclerite)
  • Cornea (cheratite)
  • Retina e vasi retinici (retinite, vasculite)
  • Vitreo (vitreite)

Pur essendo una condizione relativamente rara, l’uveite rappresenta un’importante causa di disabilità visiva.

Come si classificano le uveiti?

Le uveiti si classificano in base a diversi criteri clinici:

  • Sede anatomica: in base alla parte dell'occhio interessata.
  • Decorso temporale: acuta vs cronica.
  • Presentazione clinica: granulomatosa vs non granulomatosa.
  • Eziologia: infettiva vs non infettiva.

Secondo le linee guida dello Standardization of Uveitis Nomenclature (SUN) Working Group, la classificazione anatomica prevede:

  • Uveite anteriore: infiammazione dell'iride (irite) o dell'iride e del corpo ciliare (iridociclite). È la forma più comune. Può essere acuta (durata inferiore ai 3 mesi) o cronica (durata superiore ai 3 mesi).
  • Uveite intermedia: colpisce l’area intorno e dietro il corpo ciliare (pars plana e retina periferica).
  • Uveite posteriore: interessa la parte posteriore dell'occhio, coinvolgendo coroide e/o retina (es. corioretiniti).
  • Panuveite: si verifica quando l’infiammazione coinvolge contemporaneamente la parte anteriore, intermedia e posteriore dell’occhio.

Quali sono le cause dell’uveite?

Le uveiti si dividono principalmente in non infettive e infettive.

1. Uveiti Non Infettive
Rappresentano la maggioranza dei casi. Possono presentarsi come forme isolate o associarsi a malattie sistemiche che coinvolgono altri organi, come:

  • Sarcoidosi
  • Malattia di Behçet
  • Artrite idiopatica giovanile (tipica dell’età pediatrica)

2. Uveiti Infettive
Tra le eziologie infettive più frequenti si riscontrano:

  • Infezioni erpetiche e da Toxoplasma
  • Sifilide e tubercolosi (in aumento)

3. Altre cause e sindromi mascherate

  • Drug-induced uveitis: forme rare indotte dall'assunzione di specifici farmaci.
  • Pseudouveiti (Uveitis Masquerade Syndromes): condizioni sistemiche gravemente minacciose per la vita, come il linfoma del sistema nervoso centrale, possono esordire a livello oculare simulando i segni di un’uveite (es. vitreite). Un riconoscimento tempestivo presso un centro specializzato è fondamentale per la sopravvissuta del paziente.

Quali sono i sintomi dell’uveite?

I sintomi possono svilupparsi in modo improvviso o graduale, coinvolgere un solo occhio o entrambi, e variare in termini di intensità (fino a risultare talvolta minimi o assenti):

  • Dolore oculare e arrossamento
  • Marcata sensibilità alla luce (fotofobia)
  • Visione offuscata o annebbiata
  • Miodesopsie (corpi mobili, "mosche volanti" o ragnatele nel campo visivo)
  • Riduzione del campo visivo periferico

Come si giunge alla diagnosi?

La diagnosi di uveite è clinica e richiede una visita oculistica completa. È fondamentale che il paziente porti con sé tutta la documentazione clinica precedente per un'accurata anamnesi.

Per confermare il sospetto diagnostico e individuarne la causa, lo specialista può prescrivere:

  • Esami ematochimici e delle urine
  • Esami diagnostici oculistici: Tomografia Ottica a Radiazione Coerente (OCT), retinografia, autofluorescenza, campo visivo computerizzato, fluorangiografia (FAG) e angiografia con verde di indocianina (ICGA).
  • Esami sistemici strumentali: Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RM).
  • Campionamento intraoculare: eventuale prelievo di umor acqueo o vitreo nei casi di difficile inquadramento.

Data la frequente associazione con patologie sistemiche, la gestione dell'uveite richiede spesso un approccio multidisciplinare in collaborazione con reumatologi, infettivologi e altri specialisti.

Quali rischi e complicanze comporta?

Un'uveite non trattata tempestivamente o in modo inadeguato può causare complicanze strutturali severe con conseguente riduzione permanente della vista:

  • Edema maculare
  • Cataratta
  • Cheratopatia a bandelletta
  • Glaucoma
  • Neuropatia ottica
  • Neovascolarizzazioni coroideali o retiniche
  • Distacco di retina

Come si cura l’uveite?

La tempestività dell'intervento è determinante per la salvaguardia della funzione visiva. La via di somministrazione della terapia varia in base alla localizzazione, alla gravità e all'eziologia:


Via di somministrazioneIndicazioni principali
Topica (colliri)Primo approccio per le uveiti anteriori non infettive.
Locale (iniezioni perioculari o intravitreali)Utilizzata nelle forme posteriori, edemi maculari o complicanze neovascolari (anti-VEGF).
Sistemica (orale/endovenosa)Indicata per uveiti severe, coinvolgimento sclerale, forme infettive (antimicrobici) o associazione con malattie sistemiche.


Nei casi di uveite posteriore non infettiva, i corticosteroidi rappresentano la terapia d'elezione. Nelle forme croniche o severe si impiegano farmaci immunomodulatori (steroid-sparing agents) per ridurre i rischi legati all'uso prolungato del cortisone.

Articoli redatto dal Dr. Casalino, MD, FEBO​​

Bibliografia

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