Infiammazione intraoculare: rischi, diagnosi differenziale e le terapie più avanzate per curare l'uveite.
Il termine uveite indica letteralmente l’infiammazione dell’uvea, lo strato vascolare intermedio del bulbo oculare costituito da iride (la parte colorata dell’occhio), corpo ciliare e coroide.
Tuttavia, "uveite" viene comunemente utilizzato come termine ombrello per indicare una generica infiammazione intraoculare, che può coinvolgere anche strutture oculari adiacenti:
- Sclera (sclerite)
- Cornea (cheratite)
- Retina e vasi retinici (retinite, vasculite)
- Vitreo (vitreite)
Pur essendo una condizione relativamente rara, l’uveite rappresenta un’importante causa di disabilità visiva.
Come si classificano le uveiti?
Le uveiti si classificano in base a diversi criteri clinici:
- Sede anatomica: in base alla parte dell'occhio interessata.
- Decorso temporale: acuta vs cronica.
- Presentazione clinica: granulomatosa vs non granulomatosa.
- Eziologia: infettiva vs non infettiva.
Secondo le linee guida dello Standardization of Uveitis Nomenclature (SUN) Working Group, la classificazione anatomica prevede:
- Uveite anteriore: infiammazione dell'iride (irite) o dell'iride e del corpo ciliare (iridociclite). È la forma più comune. Può essere acuta (durata inferiore ai 3 mesi) o cronica (durata superiore ai 3 mesi).
- Uveite intermedia: colpisce l’area intorno e dietro il corpo ciliare (pars plana e retina periferica).
- Uveite posteriore: interessa la parte posteriore dell'occhio, coinvolgendo coroide e/o retina (es. corioretiniti).
- Panuveite: si verifica quando l’infiammazione coinvolge contemporaneamente la parte anteriore, intermedia e posteriore dell’occhio.
Quali sono le cause dell’uveite?
Le uveiti si dividono principalmente in non infettive e infettive.
1. Uveiti Non Infettive
Rappresentano la maggioranza dei casi. Possono presentarsi come forme isolate o associarsi a malattie sistemiche che coinvolgono altri organi, come:
- Sarcoidosi
- Malattia di Behçet
- Artrite idiopatica giovanile (tipica dell’età pediatrica)
2. Uveiti Infettive
Tra le eziologie infettive più frequenti si riscontrano:
- Infezioni erpetiche e da Toxoplasma
- Sifilide e tubercolosi (in aumento)
3. Altre cause e sindromi mascherate
- Drug-induced uveitis: forme rare indotte dall'assunzione di specifici farmaci.
- Pseudouveiti (Uveitis Masquerade Syndromes): condizioni sistemiche gravemente minacciose per la vita, come il linfoma del sistema nervoso centrale, possono esordire a livello oculare simulando i segni di un’uveite (es. vitreite). Un riconoscimento tempestivo presso un centro specializzato è fondamentale per la sopravvissuta del paziente.
Quali sono i sintomi dell’uveite?
I sintomi possono svilupparsi in modo improvviso o graduale, coinvolgere un solo occhio o entrambi, e variare in termini di intensità (fino a risultare talvolta minimi o assenti):
- Dolore oculare e arrossamento
- Marcata sensibilità alla luce (fotofobia)
- Visione offuscata o annebbiata
- Miodesopsie (corpi mobili, "mosche volanti" o ragnatele nel campo visivo)
- Riduzione del campo visivo periferico
Come si giunge alla diagnosi?
La diagnosi di uveite è clinica e richiede una visita oculistica completa. È fondamentale che il paziente porti con sé tutta la documentazione clinica precedente per un'accurata anamnesi.
Per confermare il sospetto diagnostico e individuarne la causa, lo specialista può prescrivere:
- Esami ematochimici e delle urine
- Esami diagnostici oculistici: Tomografia Ottica a Radiazione Coerente (OCT), retinografia, autofluorescenza, campo visivo computerizzato, fluorangiografia (FAG) e angiografia con verde di indocianina (ICGA).
- Esami sistemici strumentali: Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RM).
- Campionamento intraoculare: eventuale prelievo di umor acqueo o vitreo nei casi di difficile inquadramento.
Data la frequente associazione con patologie sistemiche, la gestione dell'uveite richiede spesso un approccio multidisciplinare in collaborazione con reumatologi, infettivologi e altri specialisti.
Quali rischi e complicanze comporta?
Un'uveite non trattata tempestivamente o in modo inadeguato può causare complicanze strutturali severe con conseguente riduzione permanente della vista:
- Edema maculare
- Cataratta
- Cheratopatia a bandelletta
- Glaucoma
- Neuropatia ottica
- Neovascolarizzazioni coroideali o retiniche
- Distacco di retina
Come si cura l’uveite?
La tempestività dell'intervento è determinante per la salvaguardia della funzione visiva. La via di somministrazione della terapia varia in base alla localizzazione, alla gravità e all'eziologia:
| Via di somministrazione | Indicazioni principali |
|---|---|
| Topica (colliri) | Primo approccio per le uveiti anteriori non infettive. |
| Locale (iniezioni perioculari o intravitreali) | Utilizzata nelle forme posteriori, edemi maculari o complicanze neovascolari (anti-VEGF). |
| Sistemica (orale/endovenosa) | Indicata per uveiti severe, coinvolgimento sclerale, forme infettive (antimicrobici) o associazione con malattie sistemiche. |
Nei casi di uveite posteriore non infettiva, i corticosteroidi rappresentano la terapia d'elezione. Nelle forme croniche o severe si impiegano farmaci immunomodulatori (steroid-sparing agents) per ridurre i rischi legati all'uso prolungato del cortisone.
Articoli redatto dal Dr. Casalino, MD, FEBO
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