Le malattie della retina: Le strie angioidi

Le strie angioidi, evidenziate per la prima volta da Doyne nel 1889, sono delle alterazioni della lamina elastica della membrana di Bruch che si manifestano con delle striature radiali, spesso pigmentate, emergenti dal nervo ottico (Fig.1). La loro presenza è stata per lo più riscontrata in pazienti con pseudoxantoma elastico, una displasia ereditaria del tessuto elastico che colpisce prevalentemente la pelle, gli occhi, il sistema gastrointestinale e cardiovascolare. Talora le strie angioidi sono state riscontrate in altre affezioni quali la malattia di Paget e l'anemia a cellule falciformi. L'incidenza dello pseudoxantoma elastico in pazienti con strie angioidi risulta in un nostro studio eseguito con la biopsia cutanea, pari all'85% dei casi esaminati. Talora questa alterazione cutanea è molto evidente e viene chiamata anche pelle a "buccia di arancia", e può pertanto essere il primo segno indiretto sulla presenza delle strie angioidi.

Complicanze ed esami diagnostici

Queste strie rappresentano un segno di debolezza della corioretina e possono pertanto complicarsi con lesioni neovascolari a carico della macula con gravi ripercussioni visive. Il paziente si accorge di queste complicanze per la comparsa di un calo visivo, di deformazioni delle immagini, di alterazioni dei colori.
In tali casi è indispensabile fare una esatta diagnosi, in tempi rapidi, anche avvalendoci degli esami angiografici disponibili, quali la fluorangiografia e l'angiografia con verde indocianina.
Una volta rilevata la presenza di questi ciuffi di neovasi bisogna prendere in considerazione l'unica terapia oggi esistente e cioè la fotocoagulazione laser.

Al momento abbiamo descritto la casistica più numerosa oggi esistente in letteratura. I risultati indicano che il laser è più efficace rispetto alla evoluzione naturale della malattia, anche se il visus finale è spesso molto basso. Sono infatti elevate le recidive neovascolari e spesso dobbiamo intervenire con il laser più volte.
Purtroppo il tessuto è molto fragile e non è in grado di esercitare una barriera efficace e pertanto di aiutare la riparazione dei tessuti.
Attualmente la terapia fotodinamica è in valutazione.
Anche in questa patologia le iniezioni intraoculari danno risultati sicuramente migliori rispetto al Laser.